
Project Management,
le certificazioni
Chi lavora nel Project Management, prima o poi, si ritrova di fronte ad un trivio decisionale: certificarsi secondo uno standard italiano riconosciuto per legge, puntare su una qualificazione nazionale molto diffusa nella formazione, oppure investire nello schema internazionale per eccellenza?
- PM UNI 11648
- ISIPM-Base® / ISIPM-Av®
- PMP®
Le tre scelte rispondono a logiche diverse, ma vengono spesso confuse tra loro perché condividono lo stesso terreno di gioco: dimostrare esperienza come nell’ambito del Project Management. In questo articolo mettiamo a confronto i tre percorsi, spiegando cosa sono davvero, come si ottengono e in che modo si integrano; come vedremo, non sono sempre alternative: a volte sono tappe di un percorso che può intrecciarsi
Tre percorsi diversi per la certificazione Project Management
La differenza più importante e meno nota riguarda ciò che queste tre scelte rappresentano dal punto di vista normativo
UNI 11648 è una norma tecnica italiana (elaborata dall’Ente Italiano di Normazione UNI) che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del Project Manager. Non è un attestato rilasciato da un provider qualsiasi; parliamo di una certificazione vera e propria, emessa da un Organismo di Certificazione (OdC) accreditato da Accredia, lo stesso ente di accreditamento per la certificazione ISO 9001. La certificazione di project manager è conseguita al termine di un esame che attesta il possesso dei requisiti previsti dalla norma UNI 11648. È l’unica delle tre strade a poter essere definita, in senso tecnico-normativo, una “certificazione di persona” secondo lo schema ISO/IEC 17024, con valore riconosciuto anche ai fini di alcune gare pubbliche e della qualifica professionale ai sensi della legge 4/2013. Questa legge, brevemente, cerca di dare un riconoscimento ufficiale a tutte quelle attività professionali che non hanno un albo o ordine proprio
ISIPM Base® e ISIPM-Av® sono invece tecnicamente qualificazioni, non certificazioni in senso normativo, e vengono rilasciate direttamente da ISIPM (Istituto Italiano di Project Management). Il percorso ISIPM-Base® e ISIPM-Av® è pensato per attestare una preparazione, in linea con le norme UNI ISO 21500 e UNI ISO 21502. Il possesso di entrambe le qualificazioni non equivale comunque alla certificazione diretta UNI 11648,
PMP® (Project Management Professional) è la “certificazione” internazionale rilasciata dal Project Management Institute (PMI), l’associazione professionale statunitense che pubblica anche il PMBOK Guide. È probabilmente lo standard più riconosciuto al mondo in ambito privato, specie in contesti multinazionali, IT e ingegneristici, ma non ha uno status normativo in Italia. È di fatto un attestato professionale rilasciato da un ente privato internazionale, seppure autorevolissimo e conforme anch’esso allo standard ISO/IEC 17024
I requisiti di accesso
I requisiti di accesso ai tre percorsi differiscono notevolmente per approccio
Per la UNI 11648, gli Organismi di Certificazione richiedono tipicamente un’esperienza, documentata come indicato nel regolamento degli enti, oltre a una formazione coerente con le competenze previste dalla norma. Il focus è sull’esperienza concreta, non solo sulla teoria. Occorre infatti dimostrare un ruolo e un’autonomia decisionale reali all’interno dei progetti gestiti, non una mera partecipazione operativa
Per ISIPM-Base® è necessario aver partecipato al relativo corso; per il livello superiore ISIPM-Av®, l’accesso all’esame richiede il possesso dell’attestato ISIPM-Base® (oppure di credenziali equivalenti, come indicato sul sito), più un attestato di partecipazione a un corso avanzato di Project Management di almeno tre giorni (minimo 24 ore d’aula), il cui contenuto deve essere allineato al programma ISIPM-Av® e che viene comunque valutato per i contenuti da ISIPM. È quindi un percorso più formativo che esperienziale, pensato anche per chi è ancora agli inizi della carriera
Per la PMP invece, il PMI americano richiede alternativamente: un diploma di laurea di primo livello (o quadriennale) più 36 mesi di esperienza di Project Management negli ultimi 10 anni; oppure un diploma di scuola superiore più 60 mesi di esperienza nello stesso arco temporale. In entrambi i casi servono 35 ore di formazione formale in Project Management (o il possesso della certificazione CAPM)
Struttura degli esami
Anche qui i tre percorsi divergono.
L’esame per la UNI 11648 prevede tipicamente una prova scritta e una prova orale, quest’ultima orientata a verificare la capacità di applicare le competenze in contesti concreti, non solo la conoscenza teorica
L’esame ISIPM-Base® è solo scritto, dura 90 minuti: 60 domande a risposta chiusa (4 opzioni, una corretta). L’esame ISIPM-Av è sempre scritto, dura 150 minuti e presenta 75 domande: 70 a risposta chiusa (4 opzioni, una corretta) e 5 a risposta aperta, con un punteggio massimo di 6 punti per ciascuna domanda aperta. I contenuti fanno riferimento esplicito alle norme UNI ISO 21500 e UNI ISO 21502
L’esame PMP, invece, è composto da 180 domande da svolgere in 230 minuti, con formati misti (scelta multipla, risposta multipla, drag-and-drop, casi di studio). I contenuti sono distribuiti su tre domini: People, Process, Business Environment
Mantenimento nel tempo
Nessuna delle tre certificazioni è “a vita”, tutte richiedono un aggiornamento continuo.
- UNI 11648: rinnovo periodico tramite formazione continua e accumulo di crediti formativi
- ISIPM-Av: validità quinquennale, rinnovabile con almeno 60 crediti formativi accumulati nei cinque anni, ottenuti tramite eventi ISIPM, Ordini professionali, università o altri enti riconosciuti
- PMP: validità triennale, da mantenere con 60 PDU (Professional Development Unit) da accumulare nel triennio
L’intreccio dei tre schemi: il percorso “a tappe”
Il punto più utile da capire è forse quello che genera più confusione. Il percorso verso la certificazione UNI 11648 può essere suddiviso in tre livelli, equivalenti a due esami scritti più un esame orale: la qualificazione ISIPM-Base® equivale al primo scritto, ISIPM-Av® al secondo, mentre l’esame orale presso un Organismo di Certificazione accreditato chiude il percorso verso la certificazione vera e propria (si veda anche la circolare tecnica di Accredia n° 9 del 2023). In pratica, chi possiede già ISIPM-Av (o PMP) può saltare la prova scritta e accedere direttamente al colloquio orale per ottenere la certificazione UNI 11648. Questo rende PMP e ISIPM-Av, più che concorrenti della UNI 11648, potenziali scorciatoie verso di essa
Quale scegliere?
Non esiste una risposta unica, perché i tre percorsi rispondono a esigenze diverse:
- Se si lavora prevalentemente in Italia, in particolare con la pubblica amministrazione o nel settore delle costruzioni/infrastrutture, la certificazione UNI 11648 ha un peso specifico che le altre due non hanno, essendo l’unica con un possibile valore nelle gare d’appalto
- Se siamo all’inizio del percorso o lavoriamo in contesti in cui serve prima costruire un linguaggio comune e una base metodologica solida, ISIPM-Av è un buon investimento, anche perché apre la strada, con accesso agevolato, alla certificazione UNI 11648
- Se il nostro orizzonte è internazionale, o si lavora in settori (IT, consulenza, multinazionali) in cui il PMBOK è lo standard di fatto, la PMP resta la credenziale più riconosciuta al mondo, pur richiedendo l’investimento più oneroso in termini di esperienza pregressa e costi d’esame
Molti professionisti, di fatto, finiscono per percorrere più di una tappa: partono da ISIPM-Base/Av per costruire le basi, aggiungono la PMP per il mercato internazionale, e chiudono il cerchio con la certificazione UNI 11648 per il riconoscimento normativo italiano, sfruttando proprio le equivalenze che abbiamo visto sopra per non dover ripetere da zero ogni prova d’esame
C&A | Chiarini & Associati è in grado di assistervi con training e consulenza aziendale per i percorsi sopra indicati. Nel caso vogliate confrontarvi, senza alcun impegno, con un nostro esperto di Project Management, potete compilare il presente form
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