A volte manager e professionisti del mondo Lean Six Sigma mi chiedono “ma che riconoscimento ha questo certificato Green o Black Belt ricevuto da questa organizzazione?”. La risposta mia è “dipende da cosa intendiamo con riconoscimento”. Chi ti deve riconoscere? Ovvero, chi vuoi che dia valore a quel certificato? Ma facciamo un po’ di chiarezza partendo intanto dall’abuso e male interpretazione dei termini quali “riconoscimento”, “certificazione” e “accreditamento”.

Di fatto i certificati rilasciati da tutte le organizzazioni che si occupano di Lean e/o Six Sigma sono riconosciuti da “qualcuno”. Se io lavoro all’interno di una multinazionale e questa sviluppa uno schema proprio per certificare Green e Black Belt, il certificato ottenuto ha sicuramente un riconoscimento interno. Ci sono numerosi esempi di multinazionali, specialmente americane, in testa a tutte General Electric, che hanno sviluppato schemi Six Sigma o Lean di massimo rispetto. La credibilità o riconoscimento di tali certificati “proprietari” è andato ben oltre i confini della multinazionale stessa. Chiaro che se io mi presento ad un head hunter con un tale certificato di Black Belt difficile che non me lo “riconosca”. Poi chiaramente bisognerebbe entrare nel merito del programma, trainer, etc.

Analogamente, se ottengo la certificazione da un provider prestigioso quale l’American Society for Quality (ASQ), il certificato difficilmente qualcuno me lo metterà in discussione. La ASQ è stata una delle prime organizzazioni a lanciare la certificazione Green, Black e Master Black Belt Six Sigma e stiamo parlando di un’associazione con migliaia di iscritti (io stesso sono Senior Member assieme a tanti altri professionisti italiani) che gestisce riviste storiche sulla qualità e Lean Six Sigma, quale Quality Progress, e che aveva come membri onorari Deming e altri guru del TQM….scusate se è poco!

Per tutte le restanti organizzazioni del mondo della formazione e della consulenza non resta che guadagnarsi duramente il pane facendosi “riconoscere” al meglio dal mercato. Vediamo, però, cosa può fare veramente la differenza, formalmente, fra un certificato ed un altro. A fare un po’ di chiarezza sul tema esistono alcune norme dell’ISO, in particolare la ISO 13053 che descrive il percorso DMAIC, i suoi strumenti, le figure legate al Six Sigma quali Yellow, Green, Black e Master Black Belt ed il percorso formativo per acquisire tali competenze Poi esisterebbe anche la norma ISO 18404, più focalizzata sulle competenze delle figure Lean e Six Sigma, ma molto più generica. Da quando esistono tali norme ovviamente tutti sono diventati conformi a tali norme. Basta fare una ricerca su Google e saltano fuori le cose con meno senso possibile tipo “siamo gli unici in Italia riconosciuti dall’ISO sulla ISO 18404” (Da quando l’ISO, ente di normazione, riconosce chi fa formazione sul Lean Six Sigma ??), oppure chi è addirittura riconosciuto dall’ASQ americana che, come detto sopra, certifica soltanto le persone fisiche Green e Black, ma non “riconosce” organizzazioni. Se qualcuno ha voglia di smentirmi può tranquillamente aprire una discussione in questo blog.

Per fortuna esistono gli accreditamenti e le certificazioni rilasciate secondo i canoni classici della normazione da vere organizzazioni esterne indipendenti. e non da comitati vari di amici dove si inserisce qualche consulente o accademico.

Chiarini & Associati ha scelto, ad esempio, di essere accreditata, prima in Italia, (non riconosciuta che non vuol dire nulla dal punto di vista formale) dal Lean Competency System dell’Università di Cardiff – UK. In questo modo possiamo rilasciare certificati su competenze Lean e Six Sigma (schemi Lean Practitioner, Yellow, Green, Black e Master Black Belt) secondo quanto previsto dalla definizione di certificazione stessa: ” La certificazione è una procedura con cui una terza parte indipendente dà assicurazione scritta che un prodotto, un servizio, un processo o una persona è conforme ai requisiti specificati” . Il Lean Competency System è stato sviluppato dal Lean Enterprise Research Centre del professor Daniel Jones, coautore dei libri La macchina che ha cambiato il mondo e Lean Thinking ed è un’organizzazione che ha accreditato aziende del calibro di AXA, Barclays, Boeing, British Gas, Medtronic ed ovviamente tante società di consulenza e formazione come la nostra in giro per il mondo.

Non voglio tediarvi con dettagli tecnici normativi, ma ottenere un accreditamento di terza parte per poter certificare significa avere un sistema qualità con procedure specifiche (Chiarini & Associati è certificata ISO 9001 con l’ente terzo Kiwa dal 1998), un responsabile interno dell’accreditamento, un responsabile qualità, docenti certificati, oltre ovviamente a subire verifiche da parte dell’ente accreditante….che non è il gruppo di amici “riconosciuti”.

Ma se vogliamo rimanere sul concetto di “riconoscimento”, senza parlare di formalismi quali l’accreditamento e la certificazione di terza parte, Chiarini & Associati dagli anni ’90 ad oggi ha certificato centinaia di Lean practitioner, Yellow, Green, Black e perfino Master Black Belt di aziende quali Bosch, Continental, Denso, Ducati, Eolo, Ferrari, Lamborghini, Leitner, Leonardo, Novartis, Parmalat, PPG, Tyco, Verralia, etc.

Per informazioni sui nostro corsi accreditati Lean Competency System, potete visitare la pagina dedicata