
Bello ogni tanto poter cambiare idea e contraddire quanto si è precedentemente detto e scritto. In questo precedente articolo avevamo dato quasi per morta la revisione della norma ISO 9001:2015, spostando la sua uscita addirittura al 2030. Non ci siamo sbagliati. Chiaramente noi scriviamo gli articoli basandoci su dati ed informazioni che osserviamo sul campo o, come in questo caso, su news che ci vengono passate come (quasi) certe. Il comitato ISO/TC 176, deputato a tale revisione, dopo aver di fatto bloccato il processo in base ad un ballottaggio fatto fra le aziende già certificate e gli esperti del settore, è tornato sui propri passi e noi siamo molto felici della decisione che, altrimenti, a mio modesto avviso, avrebbe portato quasi alla morte dei sistemi di gestione per la qualità ISO 9001.
Partiti finalmente i lavori della revisione della norma ISO 9001:2015, sono già usciti due “draft ufficiali” datati 2024, i cosiddetti CD1 e CD2 (Committee Draft). Siamo riusciti a mettere le mani sul CD1, che ovviamente non possiamo pubblicare, e cerchiamo di capire cosa operativamente ci aspetta nella nuova edizione ISO 9001 che probabilmente sarà datata fine 2025. Potete comunque seguire l’aggiornamento dei lavori direttamente nel sito ISO, in attesa del primo draft che varrà veramente la pena di analizzare che è il cosiddetto ISO/DIS. Vi dico subito che le modifiche non sono sostanziali, il che non so quanto possa essere di ausilio per le aziende per il famoso “miglioramento continuo“; personalmente mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso, considerando tutto quello che è successo dal 2015 ad oggi e quello che sta per arrivare in termini di tecnologie dirompenti. All’ISO hanno mai sentito parlare di Quality 4.0 e di intelligenza artificiale? Ma veniamo ai cambiamenti, da prendere con le pinze poiché mancano ancora due draft prima del documento definitivo.
Lo standard sarà ancora basato sull’High level structure per permettere una perfetta integrazione con gli altri standard quali ad esempio ISO 14001 ed ISO 45001. Guardando nel dettaglio i vari requisiti e tralasciando quei piccoli allineamenti di testo un pò dal sapore burocratico, cari solo agli enti di certificazione e i super tecnici, iniziamo con il § 3 dove si trovano nuove definizioni quali parti interessate (stakeholder), alta direzione, obiettivo, rischio, politica, performance, etc. Possono essere sicuramente di aiuto, specialmente quello di alta direzione che in alcune organizzazioni non è così chiaramente individuabile. Nel § 4.1 riguardante l’organizzazione ed il suo contesto viene inserito l’amendment 2024. (ISO 9001:2015/Amd 1:2024) sui “Climate action changes“; con un po’ di registrazioni potete scaricare questo documento gratuitamente dal sito ISO. A prescindere dalla paginetta che scaricherete, viene aggiunto nella ISO 9001:2025, requisito 4.1, che: l’organizzazione (cioè voi) deve valutare se il cambiamento climatico è una problematica significativa e nel 4.2 che: importanti parti interessate possono avere dei requisiti relativi al cambiamento climatico. Interessante requisito, molto in chiave ESG, che fa si che io debba valutare le richieste di alcuni stakeholders, quali la comunità, enti governativi, associazioni no profit, etc. in merito, ad esempio, ad un eccessivo consumo energetico o in generale ad una pessima carbon footprint dell’azienda.
Continuando con le modifiche più di sostanza, nel § 5.1.1 relativo alla Leadership ed impegno si chiede al top management di promuovere l’etica e l’integrità e di implementare la mission, la vision ed i valori dell’organizzazione e promuovere ed allineare la cultura della qualità. Questo, per chi come noi, C&A, da decenni va predicando di strategie e deployment quale l’Hoshin Kanri, piace particolarmente. Troviamo poi nel § 6.1, azioni per affrontare rischi ed opportunità, una suddivisione netta fra azioni per i rischi ed opportunità. Nel 6.2, obiettivi del sistema di gestione per la qualità, è introdotta una specifica un po’ strana riguardante il fatto che gli obiettivi della qualità devono essere misurabili solo se practicable. Vi lascio il termine in inglese, così mi dite voi come lo interpretereste, perché io onestamente ci sto ancora riflettendo. Gli obiettivi dovrebbe essere tutti misurabili e basta.
Bisogna poi arrivare al § 7.1.4 riguardante l’ambiente di lavoro per trovare (finalmente!) qualche collegamento alle nuove tecnologie Industry 4.0. Il requisito ora specifica che fra i fattori che influenzano un ambiente idoneo si trovano quelli tecnologici, per esempio l’intelligenza artificiale, il metaverso, la realtà virtuale e le chatbot. Un po’ vago a dire il vero…,ci aspettavamo magari qualche impatto sui requisiti dei monitoraggi e misurazioni, sulla parte di riesame da parte della direzione e miglioramento. Le aziende cominciano, infatti, ad utilizzare sistemi di machine learning per i controlli qualità, manutenzioni, analisi dati ed azioni da intraprendere, etc. Il filone degli analytics basati sull’intelligenza artificiale, nonché dei big data rimane completamente scoperto. A dire il vero nel § 10.1 introduttivo al miglioramento si parla di distinguere fra cambiamenti di tipo incrementale o di breakthrough, innovazione e riorganizzazione e tecnologie emergenti. Però in queste ultime, ovviamente, ci sta tutto e niente. Troppo generico il riferimento.
La nuova ISO CD1 9001:2025 chiude con una appendice prima mancante di “guida all’uso dello standard” molto simile a quella che trovate nel sito dell’ISO dedicata alle piccole imprese (ISO 9001:2015 for Small Enterprises – What to do?). Un “tomo” finale che aggiunge tante pagine alla norma e metto il dubbio che la norma ISO 9001 sia più per le piccole aziende che per le restanti. Inoltre alza il costo della norma stessa. Non così utile quindi, ma qualche addetto del settore mi dice che forse sarà tolta nel CD2. Vedremo…
A prescindere delle modifiche alla prossima ISO 9001, la nostra società di consulenza interpreta tale certificazione come un percorso strategico di miglioramento dei processi, con possibilità di integrazione con il mondo Lean-TQM, come potete leggere in questo articolo . La nostra divisione ESG, inoltre, utilizza lo standard 9001 come veicolo di integrazione con i restanti standard di gestione ambiente, sicurezza, sociale, etc.
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