
Un giorno, all’interno di un’azienda nella zona a sud di Milano, un manager mi disse che erano fra i primi in Italia, forse in Europa, ad aver lanciato un progetto di Lean Design nell’ufficio tecnico. Incuriosito mi feci spiegare per bene cosa stessero facendo in tale ambito e scoprì che stavano parlando di qualche Gantt e condito con un’analisi affidabilistica tipo FMEA. Ma questo non ha nulla a che fare con il mondo Lean, osai dire e chiaramente cambiai velocemente argomento per non sembrare quello in vena solo di discussioni del tutto accademiche. Iniziai quindi una ricerca su Google e in particolare su Google Scholar con le due parole chiave Lean Design e Lean Engineering per capire meglio se direttamente dal Giappone e dal mondo Toyota, o in qualche altra parte del mondo, qualcuno avesse inventato qualcosa di nuovo sotto il sole della solita Lean. A parte un confuso articolo in inglese su Wikipedia dal titolo “Design for Lean Manufacturing”, una società di consulenza americana che addirittura ha brevettato il Lean Design (???) di fatto riproponendo il solito Variety Reduction Program (VRP) e altre situazioni similari di società di consulenza anche italiane, niente che mi convincesse come reale nuova metodologia da usare come consulenza.
Ma allora cos’è realmente il Lean Design o Lean Engineering che sia? Un po’ di buon senso e qualche traccia da lavori fatti in giro nel mondo e si scopre che il vero impatto Lean sui processi di design sta nella riduzione dei tempi di attraversamento dei processi design e riduzione della variabilità di tali processi. Per noi Chiarini & Associati significa quindi partire con il capire cos’è valore per il cliente e come farlo e per questo usiamo la tecnica del QFD (Quality Function Deployment – che deriva dal mondo TQM) unitamente a tecniche VRP di riduzione dei componenti a distinta e DFA – DFM (Design For Assembly e For Manufacturing) per ridurre le complessità negli assemblaggi e nelle lavorazioni in macchina. Se vogliamo parlare di Lean Design, dobbiamo anche tenere in considerazione le tecniche di mappatura quali la VSM ed il Makigami (questo tipico Lean Office) per capire quali siano gli sprechi nei processi che portano a lunghi tempi di attraversamento. Così, ad esempio, possiamo mappare i processi di gestione delle modifiche o di emissione disegni capendo come mai ci impieghiamo tanto tempo.
Tutte queste sono tecniche che possono aiutarci nel ridurre gli sprechi nel design/engineering creando valore per il cliente e con tanto di buon senso possiamo annoverarle nel Lean Design. Un ottimo intervento di VRP o di DFA sicuramente avrà un impatto di riduzione della complessità in produzione (meno componenti da gestire e più standardizzati) agevolando notevolmente gli interventi di Lean Manufacturing.
Anche le tecniche AGILE quali lo SCRUM ed il Kanban (non quello per la produzione) possono annoverarsi nel mondo Lean in quanto aiutano nel bilanciare meglio le risorse dell’ufficio tecnico nel day-by-day.
Consigliamo, per tanto, di associare a workshop kaizen tipici della Lean Manufacturing interventi anche di Lean Design, al fine di sostenere e potenziare ciò che viene fatto in termini kaizen in produzione.
Per scoprire le potenzialità del Design Management ed i suoi collegamenti con il mondo Lean in termini di strumenti e benefici ottenibili, ti invitiamo a dare un’occhiata al programma del nostro Master in Design Management

Master Lean Manufacturing